Dati Gara

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    Tipo Gara:

    Competitiva
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    Regione:

    Lazio
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    Provincia:

    Roma
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    Località:

    NEMI
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    Traccia GPX:

    Scarica traccia nr 1

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    Data Evento:

    03/03/2019 10.00
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    Scadenza Iscrizione:

    24/02/2019
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    Lunghezza:

    11.00 km
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    Dislivello:

    315 m
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    Punti ITRA:

    0
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    Costo:

    10,00
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    Pagamento:

    Anticipato
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    Iban:

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    Intestazione Bonifico:

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    Contatto:

    Diamanti Andrea
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    Telefono:

    3351239492

Trail del Bosco Sacro

Il Trail Del Bosco Sacro nasce dall'idea di due persone, nella figura di Carlo Massa e Andrea Diamanti, uno sportivo e un appassionato di storia e cultura locale, assidui frequentatori di queste zone e amanti della natura.

 Il Lago di Nemi, con le sue caratteristiche acque cerulee incorniciate dalle verdeggianti pendici, è una tappa obbligata per chi è alla ricerca di un’atmosfera di silenzio e di luoghi misteriosi. La prorompente bellezza della natura in cui è immerso rende questo luogo immediatamente godibile a ogni visitatore, ma pochi sono a conoscenza del fatto che custodisce un arcaico mistero su cui non è stata ancora fatta definitivamente piena luce. Da un remoto passato fino all’alto Medioevo, tra gli impenetrabili boschi sulle pendici del lago si è protratto ininterrottamente un rituale segreto le cui antiche radici affondano nella cultura pagana e animista dell’età preromana.
Un’antica leggenda locale narra che la dea Diana Nemorensis amava riflettersi nelle acque del lago di Nemi, per questo motivo chiamato fino al secolo scorso “lo specchio di Diana”, sulla cui sponda settentrionale sorgeva un santuario a lei dedicato

L’aspetto più sorprendente però, a proposito delle origini del culto di Diana, consiste nelle incredibili analogie con il rituale del re del Bosco, a esso strettamente correlato.

 Narra la leggenda che questo paesaggio agreste era teatro di una misteriosa e ricorrente vicenda: nel bosco sacro (in prossimità del punto dove oggi risiede l’altare romano) cresceva isolato un albero particolare, molto probabilmente una quercia, nei pressi del quale a qualsiasi ora del giorno e della notte era possibile vedere una figura che guardinga e fiera impugnava una spada nella mano destra. Si guardava da un agguato che un nemico avrebbe potuto tendergli cogliendolo all’improvviso con l’intenzione di ucciderlo mediante un colpo inferto con un ramo spezzato dall’albero sacro. La figura che si aggirava circospetta era un sacerdote e un re allo stesso tempo: il re-sacerdote del bosco sacro. Il Rex Nemorensis.
Se il misfatto fosse avvenuto, lo sfidante, che la leggenda vuole fosse uno schiavo fuggiasco, sarebbe succeduto al suo trono, finché a sua volta non avesse subito la stessa sorte, alimentando il ciclo e garantendo la continuità di un’antichissima tradizione.


A lui, il Rex Nemorensis è dedicata questa corsa e il premio; al vincitore infatti non sarà attribuita la solita coppa o premio in denaro ma, la conquista del Ramo D'oro e con esso il titolo di Rex Nemorensis, Re del Bosco sacro.

Il suo nome verrà iscritto in uno speciale albo creato dall'amministrazione del Comune di Nemi ed esposto insieme al ramo doro.

Il vincitore deterrà il titolo per un anno intero, fino a quando un nuovo Re sarà eletto nella successiva edizione del Trail.

 Il tracciato di  11 km, si snoda tra i lecci e i castagni del bosco sacro intorno a Nemi.

Il percorso interamente boschivo è di rara bellezza, presenta punti di difficile percorrenza nel tratto chiamato "sentiero dell'acquedotto" , ostacoli naturali che emergono dal terreno, tronchi di alberi da superare, passaggi obbligati in mezzo a rocce spaccate vincolano i sorpassi, tratti di strette mulattiere, viottoli sdrucciolevoli e tratti fangosi obbligano alla prudenza.

 La realizzazione di tutto ciò si deve anche alla graditissima collaborazione di molte persone che si sono messe a disposizione, sia per la faticosa preparazione del tracciato, sia per tutto il resto che la macchina organizzativa richiede.

 

Il Trail Del Bosco Sacro nasce dall'idea di due persone, nella figura di Carlo Massa e Andrea Diamanti, uno sportivo e un appassionato di storia e cultura locale, assidui frequentatori di queste zone e amanti della natura.

 Il Lago di Nemi, con le sue caratteristiche acque cerulee incorniciate dalle verdeggianti pendici, è una tappa obbligata per chi è alla ricerca di un’atmosfera di silenzio e di luoghi misteriosi. La prorompente bellezza della natura in cui è immerso rende questo luogo immediatamente godibile a ogni visitatore, ma pochi sono a conoscenza del fatto che custodisce un arcaico mistero su cui non è stata ancora fatta definitivamente piena luce. Da un remoto passato fino all’alto Medioevo, tra gli impenetrabili boschi sulle pendici del lago si è protratto ininterrottamente un rituale segreto le cui antiche radici affondano nella cultura pagana e animista dell’età preromana.
Un’antica leggenda locale narra che la dea Diana Nemorensis amava riflettersi nelle acque del lago di Nemi, per questo motivo chiamato fino al secolo scorso “lo specchio di Diana”, sulla cui sponda settentrionale sorgeva un santuario a lei dedicato

L’aspetto più sorprendente però, a proposito delle origini del culto di Diana, consiste nelle incredibili analogie con il rituale del re del Bosco, a esso strettamente correlato.

 Narra la leggenda che questo paesaggio agreste era teatro di una misteriosa e ricorrente vicenda: nel bosco sacro (in prossimità del punto dove oggi risiede l’altare romano) cresceva isolato un albero particolare, molto probabilmente una quercia, nei pressi del quale a qualsiasi ora del giorno e della notte era possibile vedere una figura che guardinga e fiera impugnava una spada nella mano destra. Si guardava da un agguato che un nemico avrebbe potuto tendergli cogliendolo all’improvviso con l’intenzione di ucciderlo mediante un colpo inferto con un ramo spezzato dall’albero sacro. La figura che si aggirava circospetta era un sacerdote e un re allo stesso tempo: il re-sacerdote del bosco sacro. Il Rex Nemorensis.
Se il misfatto fosse avvenuto, lo sfidante, che la leggenda vuole fosse uno schiavo fuggiasco, sarebbe succeduto al suo trono, finché a sua volta non avesse subito la stessa sorte, alimentando il ciclo e garantendo la continuità di un’antichissima tradizione.


A lui, il Rex Nemorensis è dedicata questa corsa e il premio; al vincitore infatti non sarà attribuita la solita coppa o premio in denaro ma, la conquista del Ramo D'oro e con esso il titolo di Rex Nemorensis, Re del Bosco sacro.

Il suo nome verrà iscritto in uno speciale albo creato dall'amministrazione del Comune di Nemi ed esposto insieme al ramo doro.

Il vincitore deterrà il titolo per un anno intero, fino a quando un nuovo Re sarà eletto nella successiva edizione del Trail.

 Il tracciato di  11 km, si snoda tra i lecci e i castagni del bosco sacro intorno a Nemi.

Il percorso interamente boschivo è di rara bellezza, presenta punti di difficile percorrenza nel tratto chiamato "sentiero dell'acquedotto" , ostacoli naturali che emergono dal terreno, tronchi di alberi da superare, passaggi obbligati in mezzo a rocce spaccate vincolano i sorpassi, tratti di strette mulattiere, viottoli sdrucciolevoli e tratti fangosi obbligano alla prudenza.

 La realizzazione di tutto ciò si deve anche alla graditissima collaborazione di molte persone che si sono messe a disposizione, sia per la faticosa preparazione del tracciato, sia per tutto il resto che la macchina organizzativa richiede.