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Gare trail, amici e natura: ritratto dell’atleta Barbara Conrad

Il 2020 della runner ticinese raccontato a Trailrunworld

“Negli anni scorsi c’erano sempre tantissime gare trail, quasi ogni settimana. Quest’anno è stato più difficile motivarsi proprio per la mancanza di corse in montagna a cui ero abituata normalmente” La sintesi del 2020 di Barbara Conrad, trail runner ticinese di successo, è tutta in questa frase. “Io abito in un luogo dove durante il lockdown generale era possibile uscire senza problemi, anche se ero sempre preoccupata di farmi male e di dover chiamare i soccorsi. A livello di allenamento non sono stato a digiuno per fortuna, rispetto ad altre persone che sono state costrette in casa in pochi metri quadri”.

Domanda – Qual è stata la tua ultima gara a cui hai partecipato?

Risposta – E’ stata la 60km del Trail del Lago D’Orta (qui le classifiche, n.d.r.). E’ andata abbastanza bene, un risultato è stato più o meno nella media, avrei potuto fare di meglio ma quest’anno è come se mi mancasse un po’ di grinta. Ho fatto diverse gare la scorsa estate, percorsi  molto tecnici e quindi c’è stato molto meno da correre. Quindi il risultato è che mi sono stata allenata molto sul tecnico e sul dislivello, e meno sulla corsa. La gara del Lago D’Orta è stata una bellissima esperienza, mi ha fatto molto piacere ritrovare proprio questa caratteristica, quella cioè della corsa, ed è stato molto piacevole ritrovare quella bella atmosfera, con i ristori, il calore dei volontari…una bellissima esperienza davvero, che soprattutto mentalmente mi ha fatto tanto tanto bene!

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D – Quali obiettivi ti eri prefissata per il 2020?

R – Avevo in programma a giugno una gara da 170 km dalle mie parti in Ticino ma è stata annullata. Sono tornata poi per fare la 170 km dello Swiss Peaks dove però mi sono dovuta ritirare perché dopo quasi 80km lo stomaco ha deciso che non dovevo andare avanti. E allora stop, ho dovuto mollare. Proprio una giornata no…la notte è stata molto fredda, la giornata molto calda, situazioni molto tecniche, idratazione difficile da gestire…insomma non sono riuscita a starci dentro, ecco! Per ora, quella degli obiettivi rimane una bella domanda! Continuerò ad allenarmi regolarmente, anche in inverno ma non sarà facile. Purtroppo, le gare che ero abituata a fare in gennaio o febbraio per bilanciare un po’ la stagione difficilmente ci saranno di nuovo. L’obiettivo finale è quello di tenere una buona forma fisica, anche se mancheranno però i punti di riferimento fondamentali che sono appunto le gare. Non aver avuto quasi per nulla gare lunghe in estate mi è mancato per l’allenamento. Non avere le migliori condizioni è stato negativo…non si può fare da soli senza la sicurezza dell’organizzazione, i rifornimenti, ecc.

D – Come si fa ad allenarsi per preparare una gara lunga? Tu cosa fai di solito?

R – Devi fare un po’ di gambe con buone uscite periodiche programmate. Di solito io faccio uscite nelle settimane prima, anche con gli amici…a farlo regolarmente hai una certa forza e quando nelle gare fai quelle ore in più non dovresti avere problemi. Io ad esempio non ho problemi sulla distanza finchè riesco a gestire bene l’idratazione e l’alimentazione, in questi casi per le mie gambe non è mai stato un problema. Ho molta resistenza quindi il fatto di fare gare anche di più di 24 non è stato mai un problema dal punto di vista muscolare diciamo.

D – Hai una routine di allenamento? Fai sessioni programmate o preferisci andare “a sensazione”?

R – Quest’anno è stato tutto un po’ disordinato, solitamente con alcuni amici faccio un allenamento trail di gruppo un po’ autogestito il martedì sera, mentre il giovedì sera faccio strada con un allenatore per fare ripetute, allunghi ecc. cose che io non farei mai da sola perché ci vuole sempre un buon professionista ed io tutta questa tecnica non ce l’ho (ride, n.d.r.). E poi altri giorni o week end faccio uscite in montagna e completo con un po’ di nuoto d’estate o bicicletta insieme ad esercizi per sviluppare un po’ tutti i gruppi muscolari. Alla fine cerco di non avere molti giorni di riposo, anche se devo fare solo una mezz’oretta di yoga e stretching devo fare sempre qualcosa. Faccio un lavoro molto sedentario quindi ho bisogno di muovermi spesso.

D – A livello alimentare come sei organizzata?

R – Sono molto indisciplinata, sono molto golosa! A parte gli scherzi, se ad esempio ho una gara in vista, magari impegnativa, cerco di mangiare un po’ di più. Ormai il metabolismo è quello che è, però non ho un programma ben preciso, mangio quello che mi fa piacere, quando mi fa piacere.

R – Qual è il tuo rapporto con la tecnologia?

D – Io corro solo con l’orologio e il gps, ma giusto per tenere traccia di quello che faccio. Non uso dispositivi per il battito o altro, non mi piacciono molto e non ne tengo conto…

R – Come vedi la scena trail running, troppe gare di corsa in montagna, troppi atleti?

R – Che ci siano sempre più gare trail è un dato di fatto, poi bisogna vedere la qualità e anche il gusto delle persone. Io preferisco gare con un certo dislivello dove non si corre tutto il tempo. Ci sono gare che io chiamo “per stradisti” perché sono sì gare trail, ma si corre tanto e a me piacciono meno. Poi ci sono gare estremamente tecniche dove c’è bisogno di una buona esperienza della montagna…direi che con tutti questi eventi bisognerebbe far capire bene la tecnicità delle gare stesse, perché c’è un sacco di gente che si ritira perché impreparata o non sa a che cosa va incontro. Sicuramente il trail è in crescita, uno sport sano a contatto con la natura, ma alla fine se si vuole fare una gara, bisogna stare attenti alle proprie esperienze e alle proprie capacità.

D – Prossime gare in vista?

R  - Mah, avevo puntato sul Brutal Trail a Ghemme e poi sul Maddalena Urban Trail di Brescia, ma sono state entrambe annullate. Gare molto particolari, soprattutto il Brutal trail dove si corre tra i filari di un vigneto…abbastanza tosta, da far volare le bestemmie se arrivi negli ultimi filari (ride, n.r.r)

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