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La più alta tra le gare trail 2020: “La Via di Annibale”

L’organizzatore Simone Merlino ci racconta dello stop per l'edizione di quest'anno

Viene definita “terribile e magnifica”. La sky marathon “La Via di Annibale” è una di quelle gare da togliere il fiato non solo per la fatica, ma soprattutto per il paesaggio e la mostruosa esperienza oltre i 3 mila metri sui sentieri calpestati appunto da Annibale nella campagna contro le popolazioni di oltralpe.

Una delle gare più intense della stagione e del campionato italiano, che però quest’anno non vedrà la luce, causa il blocco delle competizioni ufficiali imposto dall’annullamento del calendario 2020. Di questo e altro ancora Trailrunworld ne ha parlato con uno degli organizzatori, Simone Merlino

Domanda  – Alla luce delle nuove disposizioni per le gare sportive, non è stato proprio possibile salvare l’edizione 2020 de “La Via di Annibale”? Quali sono stati i problemi affrontati?

Risposta – Abbiamo rimandato tutto al prossimo anno, quindi non abbiamo affrontato i problemi organizzativi che hanno oggi molti altri. Quello che ci ha penalizzato sono state le iscrizioni dall’estero, perché gli atleti rischiavano di non poter arrivare, e quindi abbiamo deciso di annullare  e restituire tutte le quote di iscrizione. Come struttura per il resto eravamo molto ben messi, ma a questo punto attendiamo di sapere se il certificato medico sarà uguale o se bisognerà richiedere altre informazioni, tipo  i risultati di eventuali tamponi o altre cose così. Questo era stato paventato a livello nazionale in sede Uisp e Fidal per il campionato, ma bisognava parlare con il Ministero, cioè per sapere: “ cose chiedete per la sicurezza medica?”.  E quindi è tutto un grosso punto interrogativo e c’è ancora il punto di domanda per il 2021. Perché se non si risolve questa cosa con tutte le questioni legati alla responsabilità dell’organizzatore, i problemi sono notevoli.

D – Quindi mi conferma che la data del 21 agosto non è più valida? Non avete in programma neanche un evento estemporaneo come hanno fatto alcune altre organizzazioni?

R  -No, tutto è stato fermato perché la federazione ha rimandato tutto all’anno prossimo. Per le estemporanee intanto, la Uisp sta facendo segnalazioni perché in realtà non si possono fare gare nazionali non si potrebbero fare prima del 1 settembre, questo secondo le regole. Gli escamotage non sarebbero valide: deve essere una prova nazionale assoluta e riconosciuta come la nostra gara, con la sola presenza di un atleta nazionale per dare affidabilità ad una gara, non si può fare. Le autorità stanno indagando perché ci sono una marea di gare che stanno avviando le iniziative in questo modo, le altre gare assolute hanno dovute annullare tutto, mentre altri lo fanno lo stesso e si tratta di una sorta di concorrenza sleale.

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D – Secondo Lei, oggi nel panorama del Trail ci sono troppe gare? O sono gli atleti cresciuti notevolmente di numero negli ultimi anni?

R – Diciamo che tutto è molto legato alla tipologia di gara. Alcune gare difficili registrano in media pochi iscritti, altre di più ampio respiro vedono invece migliaia di iscritti. La questione centrale secondo me è il rispetto delle regole. Se tutti rispettassero i regolamenti vigenti, non ci sarebbero tante gare. Quelle più piccole che molte volte non seguono pedissequamente le regole non dovrebbero avere luogo. Secondo me le regole sul distanziamento possono andare bene su strada, ma se si parla di sky o alta quota non vanno bene. Ci sono da rispettare minimo 10 metri di distanza per non stare “in scia” con il rischio di contagiarsi, quindi per me non si può fare ed è per quello che hanno annullato totalmente tutto quello che è trail o sky. In pianura è diverso. Se vai in montagna ogni sentiero è un problema in questi casi.

D – Quando è stata presa la decisione finale di annullare la gara di quest’anno.?

R – Abbiamo aspettato fino all’ultimo ma alla fine la federazione ha annullato completamento il calendario delle gare ufficiale. Mancando sia Fidal che Fisky non potevamo che rimandare.

D  -Molti organizzatori hanno comunque organizzato un evento al posto della gara, chi con atleti di prestigio, chi con gare estemporanee. Cosa pensi di questo?

R  -Sono tentativi e dipende anche dal tipo di territorio. Noi non potevamo fare un evento gioioso con festa finale come facciamo di solito, e quindi far venie la gente a fare la corsa individuale o a fare il “virtual”, ci è sembrato triste e sminuire la gioiosità della festa. Abbiamo preferito annullare e riposizionarci e fare ancora più festa e più gioia il prossimo anno. E poi non abbiamo potuto fare nulla perché le condizioni di neve sono proibitive e pericolose, anche volendo solo provare il tracciato sarebbe difficile. Tutto è stato spostato al 28 agosto 2021.

D – Vogliamo descrivere la vostra gara in poche parole?

R – Io la definirei “urissima e spettacolare”, per come l’hanno definita gli atleti. E’ la gara più alta d’Europa perché è l’unica che ha 5 km dove sei a oltre 3 mila metri di quota, nessuna gara nel continente ha queste quote.

D  - In genere ci sono molti iscritti dall’estero?

R  - Si ce ne sono, certo! La più lontana è arrivata da Mosca, l’anno precedente abbiamo avuto un iscritto proveniente da Glasgow. Quest’anno con la voglia che hanno tutti di correre, anche dall’estero, avremmo registrato almeno 500 partenze per la “lunga”, è stato proprio sconfortante dover decidere per lo stop. Al momento della decisione del fermo avevamo almeno 30 iscritti.

D  -Qual è il rapporto della vostra organizzazione con le istituzioni ed il territorio? Trovate collaborazione o difficoltà?

R – Le istituzioni sono sempre restìe a favorire tutte quelle manifestazioni che non hanno migliaia e migliaia di partecipanti. Anche se li facciamo venire dall’estero, le istituzioni rimangono ferme,  sempre “sulle loro”. Mentre invece abbiamo la fortuna di avere oltre 130 volontari che passano la notte per prepararci al tracciato. Il nostro rapporto con il territorio è stretto. Tutti gli anni puliamo il tracciato e portiamo le persone in giro anche nei rifugi proprio per apprezzare il territorio e il percorso di gara.

 

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