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Dalla “marcia” al trail running. L’azzurra Lidia Mongelli e l’amore per la corsa

L’atleta (che ora gareggia con la “Correre Pollino” di Chiaromonte) racconta se stessa

Una carriera iniziata da giovanissima e che l’ha vista impegnata in più “discipline”, fino ad arrivare al trail running. SI chiama Lidia Mongelli e questa è la chiacchierata che ha accettato di fare con Trailrunworld.com

Domanda – Lidia, intanto parliamo di questo periodo: com’è andata la quarantena?

Risposta – E’ andata meno peggio del previsto, ho una cyclette a casa con cui mi sono tenuta in forma mentre ero chiusa, ho utilizzato molto le scale interne della casa, ce ne sono tante!  E poi vivendo in campagna, ogni tanto qualche corsetta all’interno della proprietà….insomma non sono stata ferma, ho avuto sempre modo di muovermi.

D – Anche se sei in campagna, la voglia comunque di uscire rimane…o no?

R – Certo! E quando sarà possibile in piena libertà, voglio andare a vivere per bene tutta la zona attorno al luogo in cui abito. Non ci sono montagne, ma bellissime colline, sentieri nel verde e altro ancora. Voglio tuffarmi n questa campagna e viverla a fondo, in piena libertà e non come durante la quarantena…uscirò con lo zainetto e dirò a tutti di non aspettarmi, tornerò quando avrò esaurito le energie! Non vedo l’ora…..

D – Quali sono i tuoi “obiettivi mancati” per il 2020 a causa del blocco?

R  - C’era sicuramente l’appuntamento con i  campionati italiani qui a Gravina in Puglia, purtroppo erano programmati a fine maggio, ma l’evento è saltato. A questo punto, mancando anche altri appuntamenti importanti, credo che quest’anno passerà ormai così, senza grandi eventi. Speriamo innanzitutto che la pandemia sparisca e si torni tutti a vivere normalmente senza terrore…

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D  -Stare fermi porta inevitabilmente a guardare indietro e a fare bilanci… com’è stato il tuo 2019?

R – L’anno scorso ho partecipato ai mondiali di trail in Portogallo e purtroppo non è andata molto bene…mi sono infortunata proprio lì, durante la gara. La maglia azzurra è un grande onore, e quindi mi sono fatta forza e sono comunque arrivata a fine gara. Ho fatto anche una “6 ore” su strada ed è stata una bella esperienza, mi piace mettermi in gioco su cose nuove. Qualche gara minore all’inizio del 2020 l’ho fatta giusto per scaldare i motori, ma poi il blocco ha annullato tutto. Ora si prevede un anno di concentrazione su se stessi: rimettiamo le carte in tavola, approfondiamo tecniche di stretching e altri esercizi simili… speriamo di essere in forma per puntare ai mondiali dell’anno prossimo!

D – In generale, qual è la tua routine di allenamento? Hai un programma prestabilito o vai a sensazioni?

R  - Beh, in parte l’una e in parte l’altra. Ormai ho un’esperienza di tanti anni, sono almeno 30 anni che pratico atletica leggera, ho fatto anche 15 anni di “marcia” anche con la Nazionale Italiana, e lì  ero legata ai programmi, alla nutrizione, ecc.. Ora con il trail sono un po’ più libera. Vado molto a sensazioni ma non trascuro certe attenzioni di allenamento, come ad esempio le fasi di potenziamento, gli allunghi ecc. Vado molto in libertà ma senza rinunciare a cose tecniche.

D – Quindi se volessimo fare un esempio sulla tua “settimana-tipo”?

R – Allora, la domenica la dedico al  “lungo”, il lunedì faccio lo “scarico” e poi mi dedico nei giorni successivi ad allenamenti sul medio o progressivo, ed infine esercizi di potenziamento. Una routine abbastanza comune come fanno tutti, ognuno lo adatta al contesto in cui si trova. Io lo adatto anche un po’ in base agli amici che mi fanno compagnia (ride, n.d.r.)  e si adattano anche loro alle mie esigenze. Nutrizione? Non sono molto rigida, certo sto attenta a non esagerare con grassi e fritture, prima di una gara lunga faccio carico di carboidrati ma sono molto libera, non mi privo mai delle cose che mi piacciono, tutto questo non deve essere un sacrificio, ma anche una fase di piacere insomma, no?

D – Quanto usi la tecnologia per allenarti?

R – Non uso molte cose in realtà. Sì ho un mio Polar, mi piace stilare statistiche per capire di anno in anno se, ad esempio, incrementando il numero dei kilometri riesco a migliorare oppure no. Non riesco invece ad utilizzare il cardio, mi piace molto ascoltare il mio respiro, sentire le gambe…ecco, voglio stare più in libertà!

D – Cosa non  deve mancare assolutamente in un allenamento? E cosa invece deve essere bandito?

R  -Meglio allenarsi su percorsi che simulino le caratteristiche di gara,  perchè se ti alleni solo su strada non puoi andare in montagna e avere successo un percorso diverso. Per questo chiedono nelle gare se si ha un minimo di pratica. Il nutrimento è come una benzina, deve essere un buon carburante che ti permetta di utilizzare la giusta energia quando serve. Più si allungano le distanze e più bisogna stare attenti, devi scegliere bene cosa assimilare.

D – Qual è l’errore più comune durante l’allenamento?

R – Sicuramente l’over training. È facile farsi prendersi dall’entusiasmo e lasciarsi andare. Potrebbe essere pericoloso se non si riposa abbastanza. La cosa importante è sapersi dosare, prendersi i giorni di riposo che ci servono per assimilare i risultati ottenuti e non cercare in maniera ossessiva la prestazione.

 

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