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Dalle gare trail, passando per lo scialpinismo: Il giovane Nadir Maguet punta sempre più in alto

Finito il lockdown, il campione valdostano si prepara per nuove sfide (anche in solitaria!)

Ha appena 27 anni, ma può dire di aver già conquistato i percorsi più duri in Europa. Parliamo di Nadir Maguet, giovane sci alpinista e ultra trail runner di Torgnon, un piccolo comune di montagna situato nella valle del Cervino.

Si può dire che  ha cominciato a sciare quasi prima di camminare, grazie al padre che gli ha trasmesso la passione per gli sport di montagna. Oggi fa parte degli atleti del Centro Sportivo Esercito di Courmayeur, con cui lavora duramente sia nello sci alpinismo che nel trail running. Per questo, il periodo del lockdown è stato particolarmente duro per lui.

“Ho fatto un po’’ come tutti quanti, tapis roulant, esercizi di forza a corpo libero, ecc. Un po’ di tempo l’ho dedicato anche per curare altre cose tipo lo stretching. Non è molto bello,  comunque la motivazione si abbassa, si fa fatica a tenere il ritmo senza gare”.

D- Si coglie nella tua espressione che quel periodo non è stato affatto facile per te, abituato a muoverti di continuo all’aria aperta…

R – Sì, è stato tutto in confusione, non si sapeva neanche come allenarsi sia con lo sci alpinismo che con la corsa trail. Mi è dispiaciuto non partecipare a molte delle grandi gare in programma, la Mont Blanc, Canazei, ecc. Però attendo con piacere la Golden Trail Series organizzata dalla Salomon in autunno, (gara organizzata nelle Azzorre, dal 29 ottobre al 1 novembre 2020, nd.r.) ma devo ancora capire meglio come organizzarmi, anche perchè poi l’appuntamento si avvicina come data ad altri impegni che ho…vedremo!

trailrunworld.com

D – Nel frattempo ti sei fatto un’idea di cosa farai nel frattempo? Cross training o altro?

R  - Intanto bisogna avere degli obiettivi, per programmare anche gli allenamenti. Spero nelle gare verso fine agosto,(qui il calendario nazionale delle gare trail 2020 aggiornato continuamente, n.d.r. ) vedremo poi in queste settimane cosa esce fuori. E poi vorrei fare qualcosa di personale, qualche obiettivo di cui preferisco non parlare ancora! Devo sentire anche con i miei sponsor. Quello che posso dire per ora è che riguarderà qualcosa in montagna....non so,  puntare ad un record o qualcosa di simile!

D – Cosa pensi delle scelte di chi fa progetti personali su circuiti di gare annullate, il campione Pau Capell che ha dichiarato di voler correre lo stesso quest’anno sul percorso della UTMB (Trailrunworld ne ha parlato in questo articolo, n.d.r) ?

R – Diciamo intanto che ognuno fa le proprie scelte, giuste o sbagliate che siano..…io credo che ci sia bisogno di darsi degli obiettivi, soprattutto quest’anno. Certo, il bello della gara è anche l’ambiente, vedere la gente, stare insieme…fare una gara in solitaria non è proprio nelle mie corde. Quest’anno però vorrei darmi degli obiettivi diversi, come dicevo prima magari qualche record in montagna, cose di questo genere. Ecco, questo è quello che fa per me!

D  -Sei seguito da nutrizionisti e coach nei tuoi programmi di allenamento?

R – Per la parte nutrizionale non  ho nessuno che mi segue perché penso che non bisogna neanche darsi troppi limiti, altrimenti rischi di “saltare” di testa… quando ti vengono posti troppi paletti rischi di mandare tutto a quel paese. Certo bisogna seguire delle regole, in maniera salutare, capire cosa mangiare e cosa no. Riguardo il coach per gli allenamenti credo sia più sensato..…se uno inizia da zero ha bisogno di consigli di esperti, altrimenti si rischia il sovraccarico, allenarsi troppo fa male.. Se sei un’atleta con un certo numero di anni di bagaglio alle spalle allora è diverso, riesci a gestirti anche grazie all’esperienza.

D – Usi molta “tecnologia” nella tua attività sportiva? Gadget, programmi, smart watches?

R – In realtà non molto, sono abbastanza spartano, vedo in tutti gli sport molti atleti che sono più preparati rispetto a me su tecniche di allenamento, corse, ecc. Io invece  sono più il tipo da prendere le scarpette e uscire. Non faccio programmi particolari, ormai mi conosco abbastanza bene, vado molto a sensazione e conosco a fondo il mio corpo e i miei limiti. La mia allenatrice ormai lo sa e capisce le mie condizioni e cambia gli allenamenti in base a questo.

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