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Prima gara trail del 2020 e prima vittoria

Franco Collè ci racconta l’impresa nella SwissPeaks 2020

Vincere un ultra trail di oltre 300 km alla prima gara dell’anno: poteva succedere solo nel 2020, questo anno strano ed assurdo che – tra le altre cose- ha costretto milioni di atleti a rimanere lontano dalle competizioni, cancellate anch’esse dall’emergenza Covid-19. La vittoria è andata all’italiano Franco Collè (che i lettori di Trailrunworld conoscono già da questo articolo), primo sul podio dell’ultra Trail SwissPeaks, una massacrante quanto splendida corsa in montagna di oltre 300 km ed un dislivello di circa 22 mila metri, con partenza da OberWalp e arrivo sulle sponde del lago di Ginevra.

Abbiamo disturbato Franco al telefono il giorno successivo la gara per farci raccontare com’è andata

trailrunworld.com

E’ stata una bellissima gara, ero abituato a fare il Tor de Geants ma questa è stata molto più tecnica, molto più selvaggia e a contatto con la natura. Ho incontrato situazioni molto diverse tra loro, in alcuni punti c’erano addirittura 30 centimetri di neve” E poi pioggia, freddo, piccole valanghe…. In Italia purtroppo gare quest’anno non ce ne sono state (qui l’elenco in continuo aggiornamento delle gare trail 2020 e 2021 in Italia, n.d.r. )  e quando ho accettato l’invito degli svizzeri, gli organizzatori mi hanno accolto a braccia aperte, e da lì ho pensato: anche se è la prima gara dell’anno, prepariamo al meglio questa avventura! Devo dire chè è stata un’esperienza particolare gareggiare senza pubblico, ma alla fine è stata molto più avventurosa, meno passaggi in centri abitati e in centri urbani, e  molta più montagna. Ho incotnrato davvero tutte le condizioni meteo possibili! Sono stato a contatto veramente pochissimo con le persone, in questa gara sei tu da solo a contatto con questi spazi grandissimi. Con il Tor alcuni punti di ristoro li trovi, qui in questa gara passi anche 8-9 ore senza vedere nessuno! 320 km con situazioni come valanghe provocate dagli stambecchi che ci caricavano addosso pietraie…veramente molto molto bello, ma una gara veramente solo per gente che di montagna ne sa molto. Questa rispetto ad altre è molto meno accessibile e molto più tecnica e dura!

D – Con la situazione delle restrizioni anti-contagio, quali differenze hai potuto riscontrare tra Svizzera e Italia?

R – Stai talmente poco a contatto con le persone che ti dimentichi di essere in un era dove c’è il covid! Ai punti di ristoro però non mancava mai  il gel disinfettante per le mani,  e dovevi assolutamente metterti la mascherina…insomma ti accorgevi del covid solo in quei momenti. Siamo partiti tutti con la mascherina, partenza a scaglioni da 50-100 persone. All’interno, non potendo rispettare le distanze, dovevi tenere la mascherina che poi si poteva togliere una volta in corsa, ma doveva sempre stare a portata di mano nello zaino. Comunque poche regole ma tutto molto sotto controllo, punti di ingressi e uscite molto ben organizzati da questo punto di vista..…insomma sono proprio “svizzeri”! Poche regole ma fatte rispettare in maniera rigorosa.

D – Conclusa questa avventura, guardi già a qualche nuova gara?

R – Dopo una gara così dura devo risposare un po’, il fisico me lo chiede ed è importante il riposo almeno tanto quanto l’allenamento. Per il resto meglio aspettare e vediamo cosa accade…il primo appuntamento è l’Ultra Trail dell’Adamello ma vediamo…il risposo è molto importante e alla fine questa per me è stata la prima gara dell’anno. Solitamente inizio piano con le lunghezze e poi mano mano nel corso dell’anno partecipo a gare con maggiori distanze. Questa è stata la prima del 2020, e fare subito 320 km è stata dura. Il prossimo obiettivo è l’Adamello, anche se ho bisogno di molto riposo e non so come andrà. Attendo anche l’evolversi  della situazione per alcuni appuntamenti del campionato. Ci sono al momento diverse situazioni, ma con questa storia della pandemia in atto si sa che le conferme vere arrivano soltanto all’ultimo, le difficoltà sono tante e anche le incognite. Non si sa bene ancora in autunno cosa accadrà per cui gli organizzatori delle gare sono tutti in apprensione.

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