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Una gara trail....tra i vigneti!

Parla l’organizzatore del Brutal Trail, Cristiano Tara

Rinviate o annullate. Per le gare trail il 2020 è stato uno stillicidio di queste due parole sovrapposte alle locandine degli eventi sparsi in tutta Italia. Cristiano Tara invece, insieme al suo team, ha scelto la parola “rinviato” per il suo “Brutal Trail”,-che proprio quest’anno aveva registrato un boom di iscritti- indicando il prossimo appuntamento al 31 gennaio 2021. 

“E’ un messaggio di speranza –ha detto in un accorato videomessaggio agli iscritti e appassionati- vogliamo credere fino in fondo che, in un futuro non troppo lontano, torneremo tutti a correre con il sorriso”. Tutti a correre tra i filari di un vigneto, forse una delle gare trail più strane e particolari nel panorama italiano. 

Domanda – Cristian, la vostra è una gara sicuramente molto “particolare”. Come la descriveresti?

 Risposta -  La nostra gara che è classificata come camminata, in realtà è un evento di trail running. Questa gara è molto diversa dalle altre perché il pubblico riesce a vederla tutto, in quanto si fa su e giù in un vigneto su una collina. Si tratta di un terreno su cui ci allenavamo da tempo, ed è esattamente così come lo vedi: una collina con il vigneto. In mancanza della montagna nelle immediate vicinanze abbiamo scelto questo vigneto che ha una pendenza particolare, molto difficile da percorrere e tantissimi filari.. Quindi ad un certo punto abbiamo deciso di fare di questo terreno un luogo di gara. I proprietari del terreno sono i Francoli ed i Ponti, proprio quelli dell’aceto. Abbiamo chiesto i permessi per poter utilizzare il vigneto per gli allenamenti e poi per farlo diventare una gara. All'inizio erano un po' titubanti, ma poi alla fine ci hanno concesso il permesso. E’ una gara molto particolare, perché alla fine uno dice “ma cavolo devo fare il criceto su e giù per i filari”, però il pubblico rimane sotto e vede l'intera gara. Il pubblico si sposta mano mano per vedere bene nei filari i corridori che passano. Chi partecipa può decidere se farne 10, 20, o anche 40 filari alla volta, che poi ogni filare va conteggiato per due perché c'è la salita e la discesa. 

D -  Ma si tratta di un vigneto attivo cioè è attualmente coltivato? 

R -  Sì esattamente! È coltivato è utilizzato, si tratta di un vigneto la cui vendemmia viene fatta in maniera tardiva. le uve rimangono sui Vigneti almeno fino metà ottobre. Tra l'altro si tratta di uve che vanno a comporre un vino particolarmente pregiato, forse uno dei più pregiati di questa zona. 

D -  Questo evento promuove anche il vino di questo Vigneto o le due cose sono separate?

trailrunworld.com

R -   Guarda la città di Ghemme è una piccola cittadina con poche migliaia di abitanti,  ma tantissimi produttori di vino medi e medio-piccoli. Noi con questo evento cerchiamo di valorizzare tutto il vino di Ghemme e non quello di Francoli o Ponti. Il nostro scopo in generale è quello di valorizzare anche i vini dell'Alto Piemonte, le zone del Novarese.  In questa zona per la valorizzazione del territorio non c'è grande scelta: sì, abbiamo delle bellissime colline, abbiamo dei luoghi molto belli, ma alla fine se non fai qualcosa di particolare non riesci a convogliare l'interesse delle persone verso questo posto. Ecco perché abbiamo scelto questa gara molto particolare, e attraverso di essa, riuscire a promuovere il territorio di questa zona.  Noi siamo in quattro, ognuno con un lavoro diverso: chi lavora nel turismo, chi fa l'impiegato, eccetera. Abbiamo tutti esperienza nell'organizzazione di eventi dei gare, e alla fine abbiamo messo su questo evento, che non è fine a se stesso. Cerchiamo anche di portare i prodotti locali a conoscenza degli atleti e di chi viene a vedere la gara. L'anno scorso abbiamo dato dei vini pregiati a tutti, insieme ad alcuni gadget, e quest'anno si pensava di fare altrettanto. Ci sono molte aziende che credono in noi e ci hanno fatto delle donazioni, tante piccole cose che ci aiutano a crescere. Adesso abbiamo un nome, negli anni siamo diventati abbastanza credibili, quindi per noi è un evento su cui puntiamo molto.

D -  Sarebbe cambiata molto la gara quest'anno con le restrizioni? 

R -  Mah, alla fine non ci sono stati tutti questi grandi cambiamenti, in quanto comunque la gara si svolge su un terreno privato. Comunque siamo tenuti a rispettare lo stesso determinate regole, anzi in questo modo riusciamo a gestire a controllare molto meglio. Oltre alle autorità locali, avevamo dalla nostra parte anche tanti volontari che avrebbero fatto una sorta di ronda per controllare che tutto andasse bene e che tutto si svolgesse nella massima sicurezza possibile. In quest'ultimo caso avevamo affidato ad un gruppo femminile il compito di invitare gentilmente le persone -soprattutto il pubblico- a tenere le mascherine e a rispettare le distanze di sicurezza. L'ambiente è molto circoscritto, visto che si tratta di un terreno privato, ma proprio per questo c'è bisogno di maggiore attenzione e di maggiore rispetto delle regole. Per quanto riguarda gli atleti il regolamento prevede di correre in una maniera ordinata lungo i filari: quando si sale bisogna mantenere la sinistra e quando si scende bisogna mantenere la destra. Diciamo che la distanza dei filari e gli spazi sono abbastanza facili da gestire. 

D -  Parliamo della gara vera e propria. Molti dicono che è particolarmente massacrante ma è proprio così? 

R -  Guarda ti posso dire che molti atleti anche di caratura Nazionale spesso tendono a sottovalutare questo gara risptto alle solite corse in montagna. Ad esempio l'anno scorso un nazionale è arrivato secondo e ha detto di aver sofferto molto! (ride, n.d.r.). Questa è una gara che, se parti forte, poi soffrirai molto. I filari sono lunghi 200 metri, bisogna farli una volta in salita è una volta in discesa. I primi 20 filari sono più o meno identici, ma gli ultimi filari hanno una particolarità:  hanno una parte in salita particolare di circa 150 metri. In pratica la lunghezza complessiva è più bassa rispetto ai filari precedenti, ma manca una sorta di “spianata” che c'è negli altri filari e quindi sono molto molto più difficili rispetto ai primi. Forse questo è il motivo per cui tante persone sono arrivate praticamente demolite! Un altro aspetto particolare di questo terreno è che difficilmente ci si può far male, perché si tratta di un terreno abbastanza morbido, non ci sono grandi asperità e quindi anche andando in discesa - meno che uno non si butta proprio giù a cannone-, alla fine si riesce a farla senza grandi danni. Le parti più difficili sono praticamente quelle in cui c'è una pendenza di circa il 30%, ma sono parti in cui non si può correre. Ecco, questa forse è una gara che va bene per chi è forte in discesa. Io consiglio per chi voglia cimentarsi per la prima volta in una gara del genere, di iscriversi direttamente alla 10 filari perché è una gara trail molto particolare ma comunque non così dura come la 40 filari. Tanto alla fine in molte parti si cammina. Anche molti Pro che sono venuti a fare la gara negli anni scorsi assolutamente non sono riusciti a correre su tutta la salita. All'inizio ci provano a correre, ma quando si rendono conto che camminando o correndo ci impieghi lo stesso identico tempo, perché la velocità è la stessa, allora lasciano perdere. 

D - L'evento prevede soltanto la gara o ci sono anche altre attività collaterali? 

R -   Quest'anno purtroppo, a causa delle restrizioni, tante cose non si possono fare . L'anno scorso avevamo invitato tutti a riprendere l'auto appena finita la gara e a seguirci al centro della cittadina di Ghemme, dove c'è una sorta di piccolo castello all'interno del quale c'erano le cantine della zona che facevano degustazioni dei propri prodotti insieme a tanti prodotti tipici locali. Invece del classico pasta party abbiamo voluto fare questa cosa e abbiamo visto che è stato un successo. Per quest'anno era previsto un pacco gara già preconfezionato, dove abbiamo pensato di mettere un po' tutti i prodotti tipici della zona. Per ora però, tutto rimandato a gennaio. LA nostra speranza tutta, è riposta lì, in quella data. Sono fiducioso, correremo tutti insieme con il sorriso, ne sono convinto!

 

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